Giovedì 10 settembre il secondo appuntamento della XXV edizione di “Settembre in Santa Chiara”

Giovedì 10 settembre, ore 18.45 - Chiostro delle Clarisse, Noci. Ingresso libero.
Data:

08/09/2026

© Comune di Noci - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Oltre quattromila tomoli di terra. È l'incredibile estensione del patrimonio agrario che, ancora nella prima metà dell'Ottocento, faceva capo al monastero benedettino di San Benedetto di Conversano. Un patrimonio vastissimo, distribuito tra diversi centri della Terra di Bari e della Murgia, nel quale anche Noci aveva un ruolo importante.

È questa la pagina di storia, tanto affascinante quanto poco conosciuta, al centro del secondo appuntamento della XXV edizione di “Settembre in Santa Chiara: conversazioni storiche”, in programma giovedì 10 settembre, alle ore 18.45, nel Chiostro delle Clarisse di Noci.

A parlarne saranno Antonio Fanizzi, studioso e autore di storia locale e socio ordinario della Società di storia patria per la Puglia, e Giuseppe Lenoci, studioso del territorio.

La ricerca sulle proprietà terriere del monastero consente di aprire una finestra sulla storia di una delle più importanti comunità monastiche femminili del Mezzogiorno. Il monastero di San Benedetto di Conversano, il celebre “Monstrum Apuliae”, non fu infatti soltanto un luogo di preghiera: per secoli fu anche un grande centro economico, proprietario di terre, masserie e immobili, amministrati dalle badesse attraverso una complessa rete di curatori e professionisti.

Ma come si formò una ricchezza tanto considerevole? Un ruolo fondamentale ebbero le doti delle monache, spesso provenienti da famiglie nobili. Le loro entrate in monastero comportavano importanti trasferimenti di denaro e di beni immobili, che nel corso dei secoli contribuirono ad accrescere enormemente il patrimonio della comunità. A restituire oggi la misura concreta di questa ricchezza sono soprattutto i documenti. Tra i più sorprendenti vi sono sedici tavole grafiche realizzate tra il 1844 e il 1846 dall'architetto Leonardo Maurantonio, su incarico della badessa donna Luigia Netti. Una sorta di fotografia catastale ante litteram, nella quale ogni particella viene rappresentata con forma, coltivazione ed estensione.

Quelle mappe raccontano un patrimonio che arrivava a 4.143 tomoli, esteso da Mola di Bari e Cozze fino a Castellaneta e Martina Franca. E proprio attraverso la lettura di queste carte sarà possibile comprendere quanto fosse estesa e articolata la presenza delle proprietà del monastero nel territorio di Noci, ricostruendo una vicenda che intreccia storia economica, società rurale e vita monastica.

Un appuntamento, dunque, per chi ama la storia, ma anche per chi vuole guardare con occhi diversi il territorio che abita: perché dietro una contrada, una masseria o un antico toponimo può nascondersi una storia secolare che ancora non conosciamo.

Giovedì 10 settembre, ore 18.45 - Chiostro delle Clarisse, Noci. Ingresso libero.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 08/09/2026 16:36

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