Il Parco Giochi intitolato a Felice Laforgia: il ricordo di un sindaco che ha segnato la storia della comunità

L'intitolazione possiede anche un forte valore simbolico. Fu infatti proprio Felice Laforgia, il 21 agosto 1971, a inaugurare il Parco Giochi durante il suo primo mandato da sindaco
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16/07/2026

© Giacomo Monopoli - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Mercoledì 15 luglio si è svolta la cerimonia di intitolazione del Parco Giochi di via Tommaso Siciliani a Felice Laforgia (1926-2014), uno dei sindaci più autorevoli della storia amministrativa di Noci e protagonista della vita politica, culturale e sociale del secondo Novecento. La decisione, assunta dalla Giunta comunale in attuazione dell'indirizzo espresso dal Consiglio comunale, rende omaggio a “un indiscusso protagonista della vita politica della comunità e instancabile animatore culturale e sociale”, il cui impegno contribuì in modo determinante alla crescita civile del paese.

L'intitolazione possiede anche un forte valore simbolico. Fu infatti proprio Felice Laforgia, il 21 agosto 1971, a inaugurare il Parco Giochi durante il suo primo mandato da sindaco. Quell'opera rappresentò una scelta innovativa per l'epoca: non soltanto un insieme di giostre e impianti sportivi, ma uno spazio pubblico concepito come luogo di educazione, socializzazione e benessere per le giovani generazioni.

Il Nocigazzettino accolse allora con entusiasmo la nuova realizzazione. Genny Notarnicola scriveva che, finalmente, ai ragazzi di Noci veniva destinato uno spazio dove «dare sfogo alle loro esigenze di una sana ricreazione e di una salda formazione fisica e morale». Il parco offriva scivoli, altalene, giostrine, campi da tennis, pallacanestro e pattinaggio immersi nel verde, diventando rapidamente un punto di riferimento per bambini e famiglie.

Anche La Gazzetta del Mezzogiorno raccontò l'inaugurazione, sottolineando la modernità della struttura e la presenza di campi sportivi, piste per biciclette e servizi igienici completi di docce. Non mancarono tuttavia alcune polemiche sui costi dell'opera e sulla sua collocazione lungo la strada statale per Gioia del Colle, ritenuta da alcuni poco sicura per l'assenza di marciapiedi.

Negli anni successivi il Parco Giochi divenne uno dei luoghi simbolo della socialità nocese. Come ricordava Nicola Recchia, intere generazioni di bambini e ragazzi vi trascorsero il tempo libero, mentre genitori e nonni ne fecero un luogo di incontro quotidiano. I campi sportivi erano costantemente frequentati e il parco rappresentò per molti anni uno dei principali spazi di aggregazione della comunità.

Come altre importanti strutture pubbliche cittadine, anche il Parco Giochi conobbe però una fase di progressivo degrado dovuta alla mancanza di manutenzione e agli atti vandalici. Alla fine degli anni Novanta il Nocigazzettino denunciava giostre danneggiate, campetti inutilizzabili e uno stato di abbandono che aveva progressivamente allontanato le famiglie.

L’intervento di riqualificazione ultimato lo scorso anno ha restituito nuova vita all'area, estesa su circa 8.600 metri quadrati. Il progetto ha mantenuto il carattere polifunzionale originario, arricchendolo con nuove aree gioco suddivise per fasce d'età, spazi fitness, campi da basket e padel, percorsi per mountain bike, aree picnic, zone relax e un percorso pedonale che attraversa l'intero parco. Un'opera che, pur profondamente rinnovata, conserva la stessa filosofia che ne ispirò la nascita oltre cinquant'anni fa.
L'intitolazione offre anche l'occasione per ricordare la figura di Felice Laforgia, protagonista della vita pubblica nocese per oltre quarant'anni. Nato a Noci il 5 gennaio 1926 da una famiglia operaia, maturò la propria formazione nel mondo dell'associazionismo cattolico, partecipando fin da giovane all'Azione Cattolica, allo scoutismo e ad altre esperienze educative che contribuirono a forgiare il suo forte senso civico. Dopo aver intrapreso gli studi universitari in Lettere, li interruppe nel 1955 in seguito alla vincita di un concorso presso l'INPS, dove svolse una lunga carriera fino a diventare Ispettore della Previdenza Sociale.

Accanto all'attività professionale sviluppò un intenso impegno sindacale e associativo, figurando tra i fondatori della CISL di Noci e assumendo numerosi incarichi nelle organizzazioni cattoliche locali. In queste esperienze maturò una concezione della politica come servizio alla comunità, fondata sull'ascolto dei bisogni sociali e sulla partecipazione dei cittadini. Entrato nella Democrazia Cristiana nel 1947, si distinse ben presto per autonomia di giudizio e spirito indipendente. Dopo una prima esperienza amministrativa e alcuni anni di pausa, tornò al centro della vita politica cittadina alla fine degli anni Sessanta, proponendo un'idea di amministrazione dinamica e orientata allo sviluppo.

Prima ancora di diventare sindaco, si era fatto conoscere come presidente della Pro Loco, incarico ricoperto dal 1964 al 1968. In quegli anni promosse la "Settimana Nocese", una manifestazione che valorizzava il patrimonio storico, agricolo e culturale del territorio e che rappresentò una delle prime esperienze organiche di promozione turistica del paese. Laforgia intuì con largo anticipo il valore della cultura e dell'identità locale come strumenti di crescita economica e sociale, sostenendo anche iniziative editoriali e studi dedicati alla storia di Noci.

Eletto sindaco nell'agosto 1970, impostò la propria azione amministrativa su una visione progettuale dello sviluppo urbano e civile. Nei suoi cinque mandati (1970-1974, 1975-1978, 1983-1985, 1985-1986 e 1986-1987), che complessivamente superarono gli undici anni di governo, guidò maggioranze politiche diverse, dimostrando una notevole capacità di aggregare consenso attorno ai programmi amministrativi. Il suo stile energico, spesso combattivo, gli consentì di promuovere numerose opere pubbliche e iniziative innovative, pur suscitando talvolta vivaci contrasti politici.

Chi lo ha conosciuto ne ricorda la straordinaria capacità di coinvolgere le persone, l'entusiasmo con cui sosteneva i propri progetti e la convinzione che il progresso di una comunità non dipendesse soltanto dalle infrastrutture, ma anche dalla crescita culturale, dalla partecipazione civica e dalla valorizzazione delle giovani generazioni. Allo stesso tempo, il suo carattere deciso e la determinazione con cui difendeva le proprie idee contribuirono a renderlo una figura autorevole ma anche controversa, destinata comunque a lasciare un segno profondo nella storia politica locale.

«Intitolare il Parco Giochi a Felice Laforgia significa legare il suo nome a uno dei luoghi più importanti della memoria collettiva di Noci. Uno spazio nel quale intere generazioni sono cresciute, hanno giocato, praticato sport e costruito relazioni, e che Felice seppe immaginare, volere e realizzare come autentico luogo di comunità - spiega nel suo intervento il Sindaco Francesco Intini che prosegue - questa intitolazione non è soltanto il riconoscimento di un’opera, ma il tributo a un uomo che ha dedicato la propria vita al bene comune, interpretando la politica come ascolto, servizio e responsabilità. La sua visione ha lasciato segni profondi nella crescita civile, sociale e culturale della nostra città, attraverso scelte capaci di guardare oltre il presente e di costruire opportunità per le generazioni future. Felice Laforgia ci ha insegnato che amministrare significa avere ambizione per la propria comunità, compiere scelte coraggiose e lasciare qualcosa che continui a produrre valore nel tempo. Oggi Noci gli rende omaggio con gratitudine, affidando il suo nome a un luogo che rappresenta pienamente la sua idea di città: aperta, inclusiva, viva e capace di guardare al futuro».

«Desidero ringraziare l’intera Amministrazione comunale di NOCI, in tutte le sue componenti, per aver accolto unanimemente la mia proposta di dedicare al Sindaco Felice Laforgia il Parco Giochi, luogo nel cuore dei nocesi e la cui realizzazione ha “segnato”, all’epoca, un passo in avanti della nostra comunità - commenta l’ex sindaco Domenico Nisi che continua - questo semplice atto non assolve solo al dovere della memoria e della gratitudine nei riguardi di una grande personalità della nostra comunità, che con il suo agire in ambito politico, sociale, culturale ha contribuito in modo significativo e indelebile alla crescita di Noci, ma si pone anche come impegno morale e civico che grava su tutti noi a non disperderne gli insegnamenti, la testimonianza, l’esempio».

A chiusura i ringraziamenti della famiglia di Felice Laforgia con le parole del figlio Vito: «A nome della mia famiglia desidero esprimere gratitudine a chi ha ritenuto giusto ricordare nostro padre nell’occasione della riconsegna alla comunità di un’opera sognata, progettata e realizzata per le nuove generazioni, dando una nuova prospettiva a quel sogno e conservandone la memoria. Ringraziamo le istituzioni, chi, a vario titolo, ha reso possibile la realizzazione di questa iniziativa e le persone che, nel tempo, hanno testimoniato e tenuto vivo il ricordo di nostro padre».

L'intitolazione del Parco Giochi rappresenta quindi molto più della semplice dedica di uno spazio pubblico. È il riconoscimento di una visione amministrativa che già all'inizio degli anni Settanta poneva al centro la qualità della vita, l'educazione, lo sport e la socialità come elementi essenziali dello sviluppo di una comunità. A oltre cinquant'anni dalla sua inaugurazione, quel luogo continua a raccontare una stagione di fiducia nel futuro e rimane una delle testimonianze più significative dell'eredità civile lasciata da Felice Laforgia alla città di Noci.

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Ultimo aggiornamento: 16/07/2026 09:57

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