La cultura come investimento sul futuro

L’intervento di Marta Jerovante a Lector in Fabula
Data:

22/09/2026

Argomenti
Tipologia di contenuto
  • News
© Comune di Noci - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Sabato 19 settembre, nella Biblioteca comunale di Putignano, nell’ambito di Lector in Fabula, si è svolto l’incontro “Cosa muove la cultura. Tra bilanci e visioni”, con la partecipazione degli assessori alla Cultura dei Comuni di Castellana Grotte, Conversano, Mola di Bari, Putignano e Rutigliano e della delegata alla Cultura del Comune di Noci Marta Jerovante.

Il confronto ha offerto l’occasione per riflettere non soltanto sulle attività realizzate, ma soprattutto sulla funzione della cultura e su ciò che essa può lasciare alle comunità. Per Jerovante, il punto di partenza è una domanda semplice e significativa: “Che cosa resta dopo?”. La cultura deve essere infatti considerata un investimento prospettico, i cui risultati spesso maturano oltre la durata di un’amministrazione e richiedono quindi una visione capace di guardare al lungo periodo.

In questa prospettiva assumono particolare importanza gli spazi di cittadinanza e di democrazia, a partire dalla Biblioteca comunale di Noci, indicata come esempio di trasformazione in una vera biblioteca di comunità. Accanto alle tradizionali funzioni di conservazione, catalogazione, ricerca e studio, la biblioteca si è progressivamente aperta a nuovi pubblici ed esigenze, con particolare attenzione alla prima infanzia, all’adolescenza e alla letteratura accessibile.
In questo percorso si colloca anche l’investimento sugli albi illustrati, sostenuto attraverso il Centro per il libro e la lettura, considerati uno strumento capace di mettere in relazione persone di età e condizioni differenti: dai bambini agli adulti, dalle persone con disabilità ai cittadini di origine non italiana. Al patrimonio librario si è affiancata la formazione, nella convinzione che per rendere effettivamente inclusiva la lettura sia necessario fornire competenze e strumenti adeguati.

La cultura, inoltre, non deve rimanere confinata nei luoghi tradizionali. Jerovante ha ricordato le esperienze realizzate nelle strutture residenziali per anziani e in una CRAP, insieme alla creazione di piccole biblioteche, con l’obiettivo di portare la lettura anche in contesti meno consueti.

Al centro dell’intervento è emerso soprattutto il valore della conoscenza. “Cultura è conoscenza e cultura è democrazia”: da qui la necessità di sviluppare politiche capaci non soltanto di produrre attività, ma di innescare processi di conoscenza del territorio.
Conoscere la storia e il patrimonio culturale del proprio territorio significa infatti creare le condizioni per una maggiore consapevolezza e per una partecipazione più responsabile alla vita della comunità. La cultura assume così anche una precisa funzione civile. In un presente caratterizzato da una crescente complessità, la conoscenza può offrire strumenti per comprendere la realtà e confrontarsi con essa, contribuendo alla tutela degli spazi della partecipazione democratica.

Jerovante ha infine richiamato la vocazione musicale di Noci, ricordando l’esperienza dell’Europa Festival Jazz degli anni Novanta e il tentativo di riprenderne lo spirito attraverso una rassegna rivolta ai giovani musicisti, in un territorio nel quale associazioni e operatori culturali continuano a svolgere un ruolo significativo. Dall’intervento emerge dunque una concezione della cultura che va oltre la semplice programmazione di eventi. Ciò che conta è la capacità di lasciare qualcosa alla comunità: conoscenza, competenze, luoghi aperti, occasioni di partecipazione e maggiore consapevolezza del proprio patrimonio. 

È in questo senso che la cultura diventa davvero un investimento sul futuro: non soltanto ciò che accade oggi, ma ciò che, attraverso le persone e le comunità, continua a produrre effetti anche domani.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 22/09/2026 11:54

Sito web e servizi digitali OpenCity Italia · Accesso redattori sito