Descrizione
«Il nostro compito non è educare i ragazzi attraverso la paura, ma trasformare le nostre ansie in coraggio. Le nuove generazioni non chiedono adulti perfetti, ma adulti presenti, autorevoli e capaci di credere in loro». Le parole dello psicopedagogista e scrittore Stefano Rossi, accolto da un Teatro Comunale Giovanni Laterza gremito in ogni ordine di posto, hanno racchiuso il significato più autentico della giornata conclusiva di Spazi di Comunità, il percorso di co-programmazione promosso dall’Ambito Territoriale Sociale di Putignano per la costruzione del VI Piano Sociale di Zona 2026-2028. Un doppio appuntamento che ha rappresentato il naturale epilogo di un mese di confronto itinerante tra Putignano, Alberobello, Castellana Grotte, Noci e Locorotondo, trasformando l’ascolto in uno strumento concreto di programmazione delle politiche sociali dei prossimi anni.
La sessione plenaria ospitata nella Sala Consiliare del Comune di Putignano ha restituito l’immagine di un territorio capace di fare rete, mettendo attorno allo stesso tavolo amministrazioni comunali, ASL, scuole, Terzo Settore, associazioni, operatori sociali e cittadini. Un percorso partecipato promosso e guidato dalla dirigente Pamela Giotta e coordinato dalla responsabile Anita Giotta, con il contributo di tutto il personale dell’Ufficio di Piano, il cui lavoro di raccordo tra istituzioni, competenze e comunità è stato unanimemente riconosciuto da tutti come uno degli elementi determinanti per la riuscita dell’iniziativa. Attraverso un metodo fondato sull’ascolto, sulla condivisione e sulla progettazione partecipata, il patrimonio di idee e proposte emerso nelle cinque tappe territoriali costituirà ora la base del nuovo Piano Sociale di Zona.
A sottolineare il valore dell’esperienza è stato il sindaco di Putignano e presidente dell’Ambito Territoriale Sociale, Michele Vinella, che ha ribadito come la partecipazione rappresenti oggi il vero metodo attraverso cui costruire le politiche pubbliche. «Abbiamo scelto di prendere sul serio la partecipazione, non come un semplice passaggio amministrativo, ma come il modo con cui vogliamo costruire i servizi sociali dei prossimi anni. Da questo confronto con amministrazioni, operatori, scuole, Terzo Settore e cittadini nasce un patrimonio di conoscenze che appartiene all’intero territorio e che renderà il nuovo Piano Sociale di Zona ancora più vicino ai bisogni delle persone». Vinella ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento all’assessore Gianluca Miano e alla dirigente Pamela Giotta per aver accompagnato con competenza e attenzione un percorso complesso e partecipato.
Ad aprire la plenaria era stato proprio l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Putignano Gianluca Miano, che ha definito il percorso «una vera rivoluzione culturale», spiegando come la sfida del futuro non sia semplicemente progettare nuovi servizi, ma programmare risposte integrate partendo dall’analisi dei bisogni reali. «L’obiettivo non è aumentare il numero delle prestazioni, ma costruire un sistema nel quale servizi sociali e sanitari dialoghino realmente tra loro, garantendo una presa in carico unitaria della persona fragile. È questa la direzione che il territorio ci ha indicato con forza».
Una visione condivisa dagli amministratori dei Comuni dell’Ambito. L’assessora di Locorotondo, Giulia Sannolla, ha evidenziato come il percorso abbia raccolto contributi qualificati e rafforzato la capacità delle istituzioni di costruire reti e alleanze sui temi del welfare. L’assessora di Noci, Francesca Tinella, ha indicato nel metodo partecipativo sperimentato durante “Spazi di Comunità” uno strumento destinato a diventare un punto di riferimento anche per le future progettazioni. Da Castellana Grotte, l’assessore Davide Sportelli ha richiamato la necessità di fare rete per affrontare bisogni sempre più complessi, ringraziando Pamela Giotta e il gruppo di lavoro per la professionalità dimostrata. L’assessora di Alberobello, Valentina Liuzzi, ha infine posto l’attenzione sul valore del confronto sviluppato attorno al tema della violenza e sul contributo offerto dal Terzo Settore nella costruzione di strategie condivise.
A fornire la fotografia scientifica del percorso è stata la professoressa Caterina Balenzano, dell’Università degli Studi di Bari, che ha illustrato i risultati della ricerca-azione partecipata sviluppata nelle ultime settimane. Sono stati 161 gli attori territoriali coinvolti, chiamati a confrontarsi sui cinque grandi temi del welfare pugliese: famiglie e comunità educanti, parità di genere e contrasto alla violenza, povertà e inclusione sociale, anziani, disabilità, non autosufficienza, salute mentale e nuove fragilità. «Non abbiamo costruito un libro dei sogni - ha spiegato - ma uno strumento di lavoro fondato su dati, bisogni reali e priorità condivise, capace di orientare le scelte future dell’Ambito».
Il tema dell’integrazione sociosanitaria è stato quindi approfondito dalla direttrice del Centro di Salute Mentale Area 7, Annamaria Camposeo, e dal direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, che hanno ribadito la necessità di rafforzare il raccordo tra servizi sociali e sanitari, investendo sulla prevenzione e sulla presa in carico integrata delle persone fragili, affinché il welfare sia sempre più capace di intervenire prima che il bisogno si trasformi in emergenza.
A suggellare il successo dell’iniziativa è stata infine la partecipazione straordinaria registrata all’incontro serale con Stefano Rossi, organizzato dal Centro Servizi per le Famiglie dell’Ambito Territoriale Sociale di Putignano. Davanti a una platea numerosissima di genitori, educatori e cittadini, Rossi ha offerto una profonda riflessione sul rapporto tra adulti e nuove generazioni, invitando a sostituire la paura con la fiducia e ricordando che i ragazzi non chiedono genitori perfetti, ma adulti capaci di accompagnarli nella crescita con autorevolezza, tenerezza e lungimiranza.
Si chiude così “Spazi di Comunità”: non una semplice serie di incontri, ma un’esperienza collettiva che ha restituito all’Ambito Territoriale Sociale di Putignano un patrimonio condiviso di idee, relazioni e responsabilità. Un metodo di lavoro destinato a lasciare un’impronta concreta nella redazione del VI Piano Sociale di Zona 2026-2028, confermando che le politiche pubbliche più efficaci nascono dall’ascolto, dalla partecipazione e dalla capacità di costruire comunità.